AYES ROCK

Una delle attrazioni principali dell’Australia è sicuramente il deserto con la sua caratteristica sabbia rossa al centro dell’isola. Come ogni deserto che si rispetti è afoso durante il giorno e freddo di notte, con escursioni termiche giornaliere che si aggirano attorno ai 20 gradi. Questo è territorio degli Aborigeni e le rocce, quali Uluru & Kata-Tjuta, sono sacre.

Siamo partiti in tre per trascorrere quattro giorni in campeggio. Potete immaginare il mio sconforto quando ho scoperto che avremo dormito all’aperto dentro agli swag (una sorta di sacco a pelo con un materassino) senza avere la tenda. Ricordo per chi se lo fosse dimenticato che l’Australia è il paese con il maggior numero di animali pericolosi al mondo. Ha 5 serpenti nella top ten di quelli più velenosi, con due al primo e secondo posto; e due ragni in quella degli aracnidi.

Giorno 1: Uluru

Siamo partiti il sabato santo e dopo tre ore di volo, siamo atterrati all’aeroporto sperduto di Ayes Rock. In una mezz’ora circa, è arrivato il nostro autista/guida Danny che ci ha portato in giro per i seguenti 4 gg. Qui abbiamo conosciuto anche il resto della combriccola (altre 20 persone).

Visto che il tempo era poco e c’erano tanti km da percorrere, siamo entrati subito nel Uluru Kata Tjuta Nation Park. Abbiamo visitato per primo il museo della cultura aborigena e successivamente ci siamo diretti verso Uluru,  il monolito più grande del mondo venerato dagli aborigeni alto 867 metri. Una grossa roccia rossa in mezzo al nulla per capirci….Non so voi ma quando immaginavo l’Australia nella mia testa, non ho mai pensato al mare, al surf o alla barriera corallina, ma ho sempre pensato a questa immensa roccia rossa circondata solo da sabbia e piccolo arbusti. È la mia immagine di Australia e finalmente ho potuto vederla dal vivo! Abbiamo camminato attorno a Uluru per circa un’oretta, scacciando le centinaia di mosche che ci si appoggiavano addosso con tutto quello che trovavamo sotto mano. Avevamo capito il perché le persone indossavano delle retine in testa come dei deficienti…dovevamo procurarcene una anche noi!

Uluru è famosa per cambiare colore con il percorso del sole. All’alba è di colore grigio, mentre al tramonto è rosso fuoco.

Finito il nostro trekking attorno a Uluru, siamo tornati al camp dove abbiamo preparato la cena e ci siamo messi a giocare a giochi stupidi fino alle 10….l’ora di andare a letto. Ebbene sì, oltre le 10pm non si poteva fare casino e tenere luci accese e visto che il giorno successivo avevamo la sveglia alle 5am, era bene andare a dormire presto. La notte è stata ventosa e mi ero talmente tanto coperta che ho iniziato a sentire caldo…per fortuna nessun animale all’orizzonte.

Giorno 2: Kata-Tjuta

Sveglia alle 5, partenza per Uluru alle 6, watching di Uluru durante l’alba e spostamento verso Kata-Tjuta. Si trova a circa 30 km a ovest di Uluru ed è formata da un gruppo di monoliti di diverse dimensioni. Il nome Kata Tjuta significa “molte teste” e il paesaggio che si ammira è davvero suggestivo. Anche questo è un luogo sacro per gli aborigeni e valgono le stesse regole: non si può e non si deve salire sui monoliti.

Il sentiero attorno a Kata-Tjuta è un po’ più impegnativo di quello attorno a Uluru poiché si snoda in mezzo ai monoliti e ha diverse pendenze. Il paesaggio è molto suggestivo e permette di assistere a panorami fantastici.

Finito il trekking in mezzo alle rocce di Kata-Tjuta, ci siamo spostati per vedere un vecchio lago ormai prosciugato per raggiungere infine un altro camp, vicino al Kings Canyon.

Prima di arrivare al nuovo camp, ci siamo fermati in mezzo al nulla per raccogliere legna per il falò che avremmo dovuto accendere alla sera per dormirci attorno. Con grande orgoglio, io e Victoria siamo riuscite ad accenderlo senza l’aiuto di carta e accendino, ma usando solo un pochino di brace rimasta dal giorno prima 🙂

Il cielo stellato in questo nuovo camp era veramente fantastico! Si potevano vedere distintamente le due Nubi di Magellano, il piano della Via Lattea e tantissime costellazioni. Appena i miei compagni hanno capito che sono un’astronoma, ho dovuto tenere una lezione sulle stelle e la loro formazione ^.^”

Giorno 3: Kings Canyon

Altro giorno, altra sveglia alle 4:30 del mattino. Direzione: Kings Canyon. Vi chiederete perché iniziare il trekking così presto? Principalmente per due motivi: 1) il caldo….si posso raggiungere anche i 40 gradi durante il giorno e non è prudente camminare sotto il sole con quelle temperature 2) le mosche, loro scompaiono dopo il tramonto fino alle 10 del mattino, per poi tornare ad assalirti appena il caldo inizia a farsi risentire.

Questo spettacolare canyon presenta dei fenomeni naturali abbastanza inconsueti, come le cupole di roccia o la stretta gola chiamata Garden of Eden. Abbiamo percorso una walk di 6 km (circa 4h) con iniziale “scalata” per giungere fino al Canyon vero e proprio.

Finito il trekking ci siamo diretti nuovamente al camp iniziale percorrendo i 320 km che dividono Kings Canyon da Uluru.

Giorno 4: Attività

L’ultimo giorno (solo la mattina) era dedicato a diverse attività, troppo costose per me:

  • Quad bike
  • Giro in elicottero
  • Sky Dive (=paracadutismo)

Considerato il prezzo già astronomico di tutto il viaggio, ho deciso di disertare tutte le attività, anche se il paracadutismo mi aveva solleticato la curiosità…ma 500$ sono una esagerazione!

Finite le attività siamo andati a trastullarci in un bar in “città” e successivamente ci siamo spostati in aeroporto per prendere il volo successivo che ci avrebbe portato a Gold Coast.

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