WHITSUNDAYS

Un paio di settimane fa ho trascorso qualche giorno ai tropici, anche se il maltempo l’ha fatta da padrona. Non so se lo sapete ma l’Australia presenta la barriera corallina più grande al mondo: la Great Barrier Reef!

Dopo aver fatto un viaggio di ben 9 ore (con scalo), sono arrivata a Airlie Beach dove avevo l’ostello. Airlie Beach non è niente di che…una classica cittadina di mare con il suo porto, dove non sembra neanche di essere ai tropici. Come mi diceva mia mamma: “dove sono le palme e la spiaggia bianca? Senza quelli non li reputo tropici”. Beh…il bello sta nelle isole 🙂

giorno 1

Siamo partiti di mattina presto direzione Great Barrier Reef. Abbiamo affittato un tour one-day con Cruise Whitsundays. Come ho già detto all’inizio, il tempo non era dei migliori e il vento era molto forte. Questo ha comportato mare mosso con onde molto alte. Per fortuna avevo preso due pasticche contro il mal di mare e sono riuscita pure a dormire col mare mosso! Io purtroppo con le barche non ho un buon feeling. L’ultima volta che ne ho presa una alle Canarie ho vomitato per tre ore e la crisi fu così forte che non riuscivo più a muovere le estremità del corpo, compresa la lingua…quindi non riuscivo più a parlare. Esperienza bruttissima, soprattutto se sei in vacanza da sola, com’ero io!

Dopo tre ore di navigazione e con gente che vomitava nei sacchetti, siamo arrivati alla piattaforma della compagnia presente alla barriera. Qui ci hanno dato tutto il necessario: tuta, pinne, boccaglio e maschera. Dopo alcuni consigli iniziali su dove nuotare e che segni fare se si avvistano squali o se si affoga, ci siamo diretti verso la scaletta per scendere in acqua. Come ho immerso i piedi, ho iniziato a vedere centinaia di pesci quasi a livello della superficie. Devo essere sincera, ho avuto un attimo di paura ad immergermi: non sono abituata a vedere così tanti pesci attorno a me. Ma appena mi sono tuffata sono entrata in un altro mondo. Centinaia e centinaia di pesci di tutte le dimensioni! C’erano pesci piccolissimi e pesci enormi, superiori al metro. I coralli erano spettacolari, di tantissime forme e colori, le conchiglie giganti e i pesci veramente strambi!

Dopo più di un’ora di immersione ho iniziato ad avere i crampi ai piedi per colpa delle pinne. Non le avevo mia indossate prima d’ora e come davo una pinnata sentivo subito un dolore forte alla pianta del piede. Alla fine mi hanno recuperato col salvagente 🙂

Per chi voleva c’era la possibilità di aggiungere scuba dive o un giro in elicottero (ovviamente pagando un extra al prezzo del tour già non molto economico). Infine abbiamo fatto un giro con una barchetta con lo scafo in vetro per vedere la barriera corallina per alcune centinaia di metri. Purtroppo sta morendo in alcuni punti 😦

Finite le immersioni siamo tornati indietro, ripercorrendo il tratto di mare agitato…altre pasticche e via con un’altra dormita tra le big onde!

Giorno 2

Il secondo giorno avevo prenotato un viaggio in barca fino all’isola Whitsundays, forse la più bella e famosa della zona. A differenza di Airlie Beach, qui sembra veramente di stare ai tropici: spiagge bianchissime e palme.

Abbiamo fatto un mini trekking fino a Hill Inlet dove è possibile ammirare le bellissime spiagge dell’isola. Quando si arriva a questo lookout credo che tutti abbiano pensato: sono arrivato in paradiso! È una visione mozzafiato che consiglio a tutti di fare se volete visitare queste isole. L’acqua era cristallina e si poteva vedere il fondo sabbioso addirittura dal lookout!

Dopo la visita a Hill Inlet ci hanno portato a Whiteheven Beach, una spiaggia bianca e lunghissima dove poter fare ottime passeggiate e trekking verso l’interno dell’isola.

Dopo una giornata tra mare e spiaggia siamo tornati a Airlie Beach dove stava diluviando con vento fortissimo…

Giorno 3

Il terzo giorno ho deciso di prenotare un tour diverso e molto emozionante: il safari in mezzo ai coccodrilli a Proserpine. Come avevo già detto nell’articolo sugli animali pericolosi, le spiagge e i fiumi del Queensland settentrionale sono infestati dai coccodrilli. Affittando uno di questi tour ti portano con un mini battello lungo una dei corsi d’acqua che ospita questi “pacifici” animali. Ne avrò visti una ventina a pochi metri di distanza. C’erano sia i coccodrilli adulti, lunghi qualche metro, sia i cucciolotti lunghi appena qualche decina di centimetri 🙂

Finito il giro in barca, siamo saliti a riva dove abbiamo fatto un BBQ (non so quanto fosse sicuro mangiare a pochi metri dal fiume infestato dai coccodrilli…). Finito il pranzo siamo saliti su una specie di trenino con le ruote e ci siamo avventurati nella foresta di eucalipti. La guida ci ha insegnato molto sulle usanze degli aborigeni e di come usassero le diverse piante per cacciare o pre creare utensili. Alla fine ci ha fatto pure assaggiare le formiche verdi il cui addome sa di limone. Ci ha spiegato che gli aborigeni immergevano i loro nidi fatti di foglie in acqua calda e ne bevevano il filtrato come fosse lemon soda.

Il giorno successivo avevo l’aereo del ritorno e come ci si può aspettare era tornato caldo…

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