COREA – SEOUL (parte 1)

Ho deciso di prendere una pausa dal mio racconto australiano e ritornare al mio ultimo viaggio, quello in Corea. Avevo già scritto due articoli di carattere più generale sull’argomento. Adesso vorrei trascrivere più in dettaglio quello che ho visto e provato in quei 14 giorni da sola in un paese tanto diverso dal mio.

Giorno 1

Ero partita la vigilia di Natale, nonché il giorno del mio compleanno, abbandonando tutti i parenti e amici per l’intero arco festivo. Presi il treno fino a Roma Fiumicino e mi imbarcai in un aereo stracolmo di coreani. Gli unici non-coreani eravamo io e una famiglia di quattro persone. Capii di essere entrata in un altro mondo già dalla fila del check-in, quando non vedevo altro che capelli neri col taglio a scodella.

Giorno 2

Dopo un volo di 13 ore atterrai a Incheon Airport. Una cosa che mi lasciò subito sorpresa è la moltitudine di modi per poter raggiungere il centro di Seoul a partire dall’aeroporto: treni veloci, treni normali, taxi, metro, bus. La cosa bella dei bus è che ce ne sono tantissimi che ti portano in ogni punto di Seoul. Basta far presente alla biglietteria dove alloggerai e loro ti indicano l’autobus da prendere.

Scesi dal bus che erano circa le 20:00 del 25 Dicembre nella zona del Changdeokgung palace. Trascinando la mia mega valigia iniziai a guardarmi intorno spaesata cercando di capire dove fosse la mia Guest House, finché una coppia di coreani non mi si avvicina e mi chiede dove fossi diretta. Gli mostrai l’indirizzo della mia accomodation e mi accompagnarono fino all’ingresso. Mi dissero: “oggi è stato un giorno piuttosto caldo”, credo che con questa frase segnarono la mia condanna a morte per i giorni successivi.

Dopo il check-in alla guest house, decisi di scendere al CU di fronte (convenience store come il 7-eleven) e prendere la mia cena: noodles istantanei. Il cenone di Natale è servito!

Giorno 3

La mattina seguente iniziava la mia esplorazione della città. Avevo prenotato un tour alle 11 del Gyeongbokgung Palace, il palazzo più famoso di Seoul. Questi tour sono completamente free con guide volontarie che vi spiegano cosa state visitando. Li trovate a questo indirizzo http://english.visitseoul.net/walking-tour. Se andrete a Seoul ve li consiglio….sono molto utili per capire la storia coreana. Uscii molto presto perché non sapendo ancora come muovermi non volevo arrivare in ritardo. Il clima era già più freddo del giorno precedente e le temperature erano attorno allo zero. Scesi nella stazione metro di Anguk e comprai la mia T money card (è una carta ricaricabile da utilizzare in tutta la Corea su tutti i mezzi pubblici…ci si possono comprare anche cose ai convenience store). Qui iniziarono i primi problemi. Per qualche ragione non riuscivo a passare i tornelli per entrare nella metro con la mia carta. Passavo la T money card e una voce computerizzata mi diceva qualcosa in coreano che ovviamente non capivo! Chiesi aiuto ad alcuni ragazzi ma nessuno parlava inglese, finché una guardia mi fece passare col suo pass. Arrivai al palazzo un’ora prima del dovuto (per fortuna) e assistetti al cambio della guardia e a delle esercitazioni. Purtroppo non ho foto di questo palazzo se non un paio fatte col telefono, perché mi ero scordata la batteria della macchina fotografica in hotel….

Finito il giro del palazzo, la guida ci ha portato a vedere l’ingresso della Casa Blu ( il corrispondente della Casa Bianca in Corea, la casa del presidente), che sta di fronte a una delle porte del Gyeongbokgung. La guida era una donna molto simpatica che mi aiutò con il problema della carta e mi portò a mangiare in uno dei più famosi ristoranti di Samgyetang di Seoul. Il Samgyetang è un pollo in brodo riempito di riso e verdure. Se cliccate su questo link potrete vedere il ristorante (si trova dentro un Hanok, casa tipica coreana) e il piatto di cui vi parlavo: http://tosokchon.com/?ckattempt=1

Finito il pranzo, tornai in hotel per prendere la batteria della macchina fotografica e mi diressi verso Changdeokgung Palace (quello vicino al mio hotel per capirci). Changdeokgung Palace fu la seconda villa reale costruita in seguito a Gyeongbukgung Palace nel 1405. Fu il principale palazzo per molti re della dinastia Joseon (1392–1910).

Altro palazzo famoso attaccato al Changdeokgung Palace è il Changgyeonggung Palace. L’accesso è dal Changdeokgung e si può entrare con lo stesso biglietto.

Sulla sinistra dei due precedenti palazzi si trova il Bukchon Hanok Village. È un villaggio antico composto interamente da Hanok. È mooooolto caratteristico e bello! Si possono trovare molte sale da tè e negozzietti caratteristici.

Verso il tramonto mi diressi al Doksugung Palace che aveva orari serali (un consiglio: se notate che un’attrazione resta aperta fino a sera tardi, vorrà dire che sarà sicuramente più suggestivo di notte che di giorno. Fidatevi…andateci col buio!).

Questo palazzo è molto suggestivo perché rimane circondato da costruzioni moderne come la Seoul City Hall e un palazzo a forma di onda. Entrambi si affacciano su una piazza con un’enorme pista da pattinaggio durante i mesi invernali.

In seguito mi diressi a Jogyesa Temple. Quando ho visto questo tempio buddista completamente illuminato sono rimasta affascinata! Era pieno di colori e lanterne. C’ero solo io e un paio di signore anziane a pregare. Credo sia stato il primo momento in cui ho pensato “la Corea è qualcosa di meraviglioso!”. In quanto a importanza e bellezza, non ha nulla a che vedere coi precedenti posti che avevo visitato durante la giornata….non so, sarà stato il silenzio, sarà stata la sorpresa di qualcosa di inaspettato, saranno state le luci, ma il mio cuore si era riempito di gioia e da lì fino a tarda sera fu una scoperta continua!

Nel tornare indietro verso l’hotel, mi fermai a cenare al Gwangjang market. Di questi tipi di mercati ne è piena la Corea. Puoi comprare o mangiare cibo dalle bancarelle, con le ajumma (le signore anziane coreane) che con dei mega guantoni di plastica rumano in ceste stracolme di cibo (e non voglio sapere che tipo di cibo).

Continuando a piedi verso l’hotel mi trovai di fronte al fiume Cheonggyecheon con tutte le sue lanterne ispirate al Natale. Anche se stavo congelando dal freddo e iniziava a essere un po’ tardi, decisi ugualmente di camminare lungo il fiume per poter vedere tutte queste bellissime lanterne.

Infine attraversai Myeongdong (uno dei quartieri più famosi di Seoul) con le sue centinaia di bancarelle di street food fino a giungere finalmente in hotel per un meritato riposo.

Giorno 4

Nella notte si era avverata la profezia della coppia coreana che avevo incontrato il primo giorno: -12 gradi (che mi accompagnarono per tutti i giorni seguenti a Seoul). Per fortuna ero partita preparata, quindi indossai pantacollant, pantaloni, due maglioni, guanti e cappello da neve….ma si ghiacciava lo stesso! La mattina mi svegliai col secondo problema della vacanza: il pocket wifi non stava funzionando! Per una ragazza sola in una città mai vista, il gps è qualcosa fondamentale!! Quindi ero già andata in paranoia. Per questo motivo andai di buon’ora al centro informazioni più vicino per chiedere aiuto. La tipa molto gentile chiamò la compagnia telefonica dove avevo noleggiato l’apparecchio e si fece spiegare come risolvere il problema….le sarò sempre grata ❤ Durante la mattina ero ritornata al Changdeokgung Palace per visitare Huwon Garden che il giorno prima era chiuso al pubblico. Credo che durante la primavera sia stupendo, purtroppo durante l’inverno è tutto ghiacciato e manca la fioritura delle piante. Per visitare questo giardino è obbligatoria la guida, quindi è possibile entrare solo a determinati orari….forse anche perché è talmente immenso che ti perderesti (78 acri!). Durante questo tour ho incontrato una coppia italiana in vacanza e ci siamo presi un caffè assieme e poi ognuno per la sua strada: avevamo programmi differenti 🙂

Nel pomeriggio mi diressi verso Jongmyo Shrine. È il più antico e autentico santuario reale Confuciano ed è dedicato agli antenati della dinastia Joseon.

Successivamente andai verso il Dongdaemun Design Plaza, una struttura dal design pazzesco! Credo sia il palazzo moderno più bello che abbia mai visto. In Corea stanno molto attenti al design dei propri edifici, non per altro molti architetti importanti sono coreani (così mi hanno detto e mi fido).

In serata tornai a Myeongdong per la cena e per visitare qualche negozio.

Giorno 5

Il quinto giorni mi diressi alla DMZ (zona demilitarizzata tra le due Coree) e su questo argomento avevo già scritto un articolo a parte: https://diariodiviaggio.video.blog/2019/01/20/corea-dmz/

Aggiungo semmai qualche foto che al link sopra non ci sono. Credo ci siano solo due compagnie autorizzate dall’ONU che ti portano nella DMZ, la mia si chiamava koridoor (lo dico per chi fosse interessato a visitare il confine tra le due Coree…).

Tornata a Seoul, mi diressi verso il War Memorial of Korea. È un museo a cielo aperto dove sono tenuti tutti i modelli di carrarmati, aerei ecc utilizzati dalla Corea del Sud nelle guerre passate. Ovviamente non poteva mancare la famiglia cinese urlante a farsi centinaia di foto con tutto quello che si trovavano attorno….

Finito il giro del museo, andai a fare una passeggiata al Yeouido Park, che si trova sul lato sud del fiume Han, fino al Mapo Bridge. Per chi guardasse i drama coreani, è quel ponte dove quelli che tentano il suicidio vanno per buttarsi nel fiume. Non per altro è tristemente noto come il ponte dei suicidi e per questo, lungo il corrimano, ci sono varie frasi in coreano per comunicare coi passanti: “Camminiamo insieme”, “Se c’è qualcosa che ti opprime, perché non ne parli con me?”, “È molto dura, vero?” ecc.

In serata invece optai per Hongdae, il quartiere della movida notturna e dei gruppi k-pop che si esibiscono in strada. Ne avrò visti a decine, uno a fianco all’altro come per contendersi il pubblico.

giorno 6

Per il sesto giorno prenotai un altro di quei tour gratis che vi dicevo per il Namsan Park che si trova su una delle collinette di Seoul. Sulla sua sommità, dove si può ammirare una vista mozzafiato di Seoul, è presente la Namsan Tower. La guida era un nonnino strambo che si era portato dietro la moglie per fare la scarpinata fino in cima alla collina. Su questa collina si possono trovare parte delle mura che circondavano Seoul e che costituivano il confine a sud della città. Inoltre lungo di esse si possono trovare 4 grandi porte (ho postato una foto di una di loro sotto il primo giorno). Le prime mura furono fatte costruire dal primo re della dinastia Joseon per proteggere la città dagli invasori.

Per pranzo scesi a Myeongdong e andai a mangiare i noodles (il piatto si chiamava kalguksu) in una dei ristoranti più famosi e più pieni della capitale, il Kyoja restaurant. Intanto che c’ero, entrai dentro la Cattedrale di Myeongdong….io, così abituata ad entrare in chiese e trovare orde di turisti, mi ritrovai in mezzo a gente che pregava. Mi faceva brutto sia girare attorno per visitarla sia uscirmene immediatamente, così mi sedetti su una panca e aspettai qualche minuto prima di uscire ^.^””

Nel pomeriggio mi diressi a Gangnam (il quartiere della canzone “Gangnam Style”) per visitare un tempio buddista, il Bungeusa Temple. È un tempio molto suggestivo con centinaia e centinaia di statue del Buddha.

Dopo un tè in una delle case da tè coreane, andai dentro il centro commerciale Coex…credo sia il più grande di Seoul, ma non ne sono certa. Al suo interno si può trovare di tutto: cinema, negozi, ristoranti, acquario, biblioteche ecc e soprattutto caldo!! Andai lì soprattutto per visitare una biblioteca che mi aveva colpito molto su internet, la Starfield Library (ho impiegato tipo un’ora per trovarla!). È molto caratteristica per i suoi “quadri” fatti coi libri e per i suoi scaffali altissimi.

In seguito mi spostai verso la Lotte Tower, il quinto grattacielo più alto al mondo con i suoi 555 m e con l’ascensore più veloce al mondo (impiega un minuto per farsi tutti i 555 m…sembrava ci avessero sparato in aria!). La base del grattacielo è un centro commerciale di super lusso e quando arrivai c’era il fan meeting degli Winner, un gruppo k-pop molto famoso. C’erano ragazzine con di quelle macchine fotografiche da far invidia a un fotografo professionista. Alla fine presi l’ascensore per il piano panoramico e salii fino all’ultimo (in realtà era il penultimo, ma vabbè). La vista di Seoul di notte è qualcosa di meraviglioso! Non ho mai visto nulla di così bello né a Tokyo né a Melbourne (per la cronaca….per me Seoul è la città più bella che abbia mai visto). Sembrava di essere in montagna, tanto che eravamo alti. Tutti i palazzi attorno sembravano delle cassettine minuscole.

Giorno 7

Il giorno seguente tornai nuovamente a Gangnam per seguire l’onda del k-pop (la musica tipica coreana per intenderci). Quindi camminai lungo la Kstar road (tipo la walk of fame di Hollywood ma a Seoul, dedicata ai cantanti kpop) dove sono presenti dei dolls con i nomi e le foto delle band. Tornai poi dalle parti del Coex perché li vicino c’era il museo della SMTOWN (una delle case discografiche più famose della Corea) dedicato ai suoi artisti. Erano presenti degli indumenti indossati durante i concerti, dei premi, video e quant’altro.

Nel pomeriggio invece andai alla King’s Tomb, sempre nel quartiere di Gangnam. Queste tombe sono dei tumuli di terra con degli altari posizionati di fronte. Infine in serata tornai nella zona del Lotte Tower per dare un’occhiata alla Lotte World, un parco giochi (sia al chiuso che all’aperto) un po’ a tema Disney.

Giorno 8

31 dicembre, ultimo giorno a Seoul, nonché la notte di Capodanno. Siccome sarebbe stata una giornata parecchio lunga, decisi di prendermela un po’ con “calma”. Tornai nei posti in cui ero già stata per visitare alcune cose che mi ero persa nei giorni precedenti. Andai nuovamente dove il primo palazzo che avevo visitato, perché di fronte al gate principale, il Gwanghwamun Gate, c’è la Gwanghwamun Square con le statue dell’imperatore Sejoung, uomo di notevole rilievo storico per aver introdotto la scrittura coreana, e dell’ammiraglio Yi Sun Su, vittorioso di battaglie contro i giapponesi.

In seguito camminai fino alla Blue House per poi spostarmi verso Myeongdong per fare un po’ di shopping e mangiare street food coreano.

In serata andai a vedere qualche esibizione di ballerini e cantanti a Hongdae, per poi tornare in hotel ed uscire successivamente per andare ad assistere al suono della campana a un tempio vicino Insadong. Credo di non essere mai stata in una calca di persone come quella. Stavo a morì!! C’erano centinaia e centinaia di poliziotti a formare dei cordoni umani per convogliare le migliaia di persone riversate in piazza. Come capodanno, devo essere sincera, niente di che….oltretutto parlavano solo coreano e quindi non ho capito nulla di quello che dicevano. Dato i lastroni di ghiaccio a terra e le temperature proibitive, optai per rincasare molto presto…tipo all’una, in vista anche del treno del giorno seguente direzione Gyeongju.

Per adesso mi fermo all’ottavo giorno. I restanti 6 li racconterò in un articolo a parte, altrimenti questo diventerebbe troppo lungo. A presto per la seconda parte 🙂

Lascia un commento