COREA – Gyeongju & Busan (parte 2)

Giorno 9

La mattina di capodanno mi diressi in stazione per prendere il treno KTX per andare a GYEONGJU, la capitale del regno di Silla. Questa città testimonia il passaggio da una religione sciamanica al buddismo ed è una tra le più antiche della Corea. È una delle principali mete turistiche per i coreani e non conta troppi abitanti…ci sono soprattutto persone anziane, potete quindi immaginare la tranquillità di questo luogo. Se preferite girare per locali, il caos delle metropoli ecc, ovviamente Gyeongju non fa per voi. La consiglio per chi come me ama scoprire la storia del paese che sta visitando ed un po’ di tranquillità.

Appena arrivata sono andata alla ricerca del mio Hanok, una casa tradizionale coreana. Peccato che col freddo invernale della Corea e le pareti di carta di riso, non si è rivelata una gran scelta. Contate che ho dovuto dormire col cappello per il troppo freddo! La mia camera era la prima porta a partire da sinistra della foto seguente (la prima era la cucina). All’entrata venivano lasciate le scarpe e l’ambiente della stanza era molto scarno: solo un mobiletto e il futon.

Poggiato lo zaino sono uscita e mi sono diretta verso i siti archeologici delle tombe reali. Sono un insieme di tumuli di terra che si estendono per tutta la città e contano 23 tombe di diverse dimensioni dove al loro interno sono stati trovati oggetti preziosi. Oggi è possibile visitarne solo una. Passeggiare attraverso questi tumuli è molto rilassante: non c’è la ressa che si trova a Seoul, pochi turisti occidentali e tanta natura.

Camminando sono arrivata fino all’Osservatorio Astronomico Cheomseongdae, uno dei più antichi di tutta la Corea, costruito nel 634 d.C. con 365 pietre (come il numero dei giorni) e 12 pietre rettangolari alla base (come i mesi dell’anno). In questo sito ho aspettato il tramonto, molto suggestivo con i tumuli in lontananza.

Giorno 10

Il giorno successivo mi diressi verso uno dei villaggi tradizionali della zona, con le sue case tipiche, lo Yangdong Hanok Village. Notai che non c’erano molti stranieri in giro e capitava molto spesso che i vecchietti della zona mi fermassero per chiedermi da dove venissi e come mai stessi viaggiando da sola. Che carini!

Di pomeriggio invece optai per Anapji Pond, un palazzo presente in città. Consiglio di visitarlo la sera poiché molto suggestivo quando illuminato dalle luci. Per il freddo io invece ho preferito il giorno 🙂 Sono presenti diversi tour notturni di Gyengju…se capitate d’estate (o comunque con temperature accettabili) credo sia molto interessante partecipare.

Infine arrivai a uno dei più antichi templi della città, il Bunhwangsa Temple dove è presente le rovine della più antica pagoda del regno di Silla. Era molto semplice, formato solo da pietre…nulla a che fare con le precedenti viste a Seoul. In seguito entrai in un museo che riassumeva la storia della città come capitale ai tempi della famiglia Silla e come un incendio distrusse la famosa pagoda della città, ricostruita all’interno del museo (ovviamente non in scala).

GIORNO 11

Il giorno seguente presi il KTX per BUSAN, la principale città portuale della Corea e seconda città maggiormente popolata dopo Seoul. È famosa anche per il festival del cinema coreano…un po’ la Hollywood della Corea per capirci. Poiché il mio ostello si trovava un po’ lontano dai quartieri che volevo visitare in giornata, lasciai lo zaino in un armadietto alla stazione (lo si apriva con l’impronta digitale…che figata!).

Prima tappa della giornata fu il Gamcheon Culture Village. Durante la guerra di Corea questa area di Busan fu destinata ad accogliere i rifugiati. È una baraccopoli successivamente restaurata, dipingendo le case con colori pastello. Le stradine e scalinate sono costellate di negozi di artigianato, gallerie d’arte e cafè fino a far dichiarare l’area di Gamcheon “villaggio culturale” da parte del Ministero della Cultura della repubblica di Corea. Credo di essermi persa almeno 4-5 volte per queste viuzze!! Ricordatevi di prendere la cartina all’info point all’entrata del villaggio e di assaggiare i dolcetti delle ajumme!!

Nel pomeriggio raggiunsi la Busan tower per ammirare il panorama della città. Ovviamente nulla a che vedere con la Lotte Tower di Seoul e i suoi grattacieli, ma ci accontentiamo 🙂

Successivamente presi metro e bus per raggiungere un tempio buddista in mezzo alle montagne di Busan, il Beomeosa Temple. A quanto ho capito è meta di pellegrinaggio. Ci sono sentieri che congiungono diversi monasteri presenti attorno a Beomeosa. Questo tempio fu costruito nel 678 d.C. durante il regno di Silla, fondato forse da un’importante esponente del buddismo coreano.

Finita la giornata ripresi lo zaino in stazione e mi diressi nel quartiere di Haeundae dal suono impronunciabile e mi misi a cercare qualcosa da mangiare….mi ricordo le decine di teche di pesci e granchi all’entrata dei ristoranti; fa molto strano per noi occidentali.

GIORNO 12

L’indomani decisi di andare a visitare uno dei templi più famosi di Busan, se non il più famoso: Haedong Yonggungsa Temple. È un tempio molto bello costruito su una scogliera. Molto molto interessante e diverso da tutti quelli visti in precedenza, assolutamente da vedere!

Nel pomeriggio visitai le due spiaggia più famose di Busan: Haeundae & Gwangalli beach. Come d’uso per i coreani, c’erano decine di doppiette o gruppi di amici a farsi selfie o a farsi scattar foto…diventerà sport nazionale!

Infine, in serata, andai al Busan Cinema Center, dove si tiene l’annuale Busan International Film Festival, uno dei festival più importanti di tutta l’Asia.

GIORNO 13

Ultimo giorno a Busan e penultimo giorno in Corea. La mattina decisi di visitare il famoso mercato del pesce di Busan, il Jagalchi fish market. È il mercato ittico più grande e conosciuto della Corea del Sud. Si può sia acquistare pesce appena pescato o assaggiare tantissimi piatti diversi in uno dei numerosi ristoranti situati al piano superiore del mercato o nelle stradine circostanti.

Dopo un pranzo veloce alla stazione di Busan, presi il treno direzione Seoul, per un ultimo giorno di street food e idols coreani a Hongdae.

GIORNO 14

Ultimo giorno in Corea: presi l’autobus per l’aeroporto nella prima mattinata. Iniziai a sentire sia la felicità di tornare a casa dopo 14 giorni in un paese completamente diverso dall’Italia sia un po’ di tristezza…Seoul mi è rimasta un po’ nel cuore. Dopo più di nove mesi dalla partenza e dopo aver visitato altre metropoli come Tokyo, Melbourne e Sydney, posso dire che Seoul è ad oggi la mia città preferita. Non so come possa essere viverci, alla fine io sono stata solo una turista! Credo che possa offrire tanto a un piccolo viaggiatore in solitaria come lo sono stata io.

Spero che dopo questo racconto più persone sentano la necessità di visitare la Corea, meno main stream di paesi come il vicino Giappone.

Buon viaggio a chi visiterà la Corea 🙂

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